TUSCANY CROSSING, 160 Km, 5400D+, 26 Aprile 2019, Castiglione d’Orcia (Gr)

“Un sogno lungo 100 miglia nel Parco della Val d’Orcia (Patrimonio UNESCO), dove viandanti e pellegrini hanno attraversato a piedi questa terra per secoli…” https://www.tuscanycrossing.com/

Quando mi chiedono: “perché fai queste gare così lunghe?”

La risposta non è facile, perché chi me lo chiede difficilmente potrà capire la motivazione di affrontare gare di oltre 100 km, lungo faticose salite, discese impervie, sentieri quasi nascosti.

È difficile poter spiegare che per preparare gare del genere bisogna affrontare un allenamento che comporta sacrificio, impegno e determinazione.

È difficile far capire che questo tipo di sfida non è comparabile ad un allenamento per una maratona.

Qui non ci sono tabelle di allenamento, non si misurano i tempi al km, non si gareggia per chi è più forte.

Queste sono sfide con se stessi, sono viaggi ed avventure in posti meravigliosi, sono la chiave per aprire l’anima a nuove sensazioni.

L’importante non è essere primi, non è fare il “miglior tempo”, l’importante è arrivare fino alla fine, godersi ogni minimo momento, saper ascoltare e vedere tutto ciò che ci circonda e a la fine giungere al traguardo con un sorriso, lasciando dietro fatica e sofferenza.

Dopo questa premessa, voglio raccontare un bellissimo viaggio vissuto in Toscana (Val d’Orcia) e, a prescindere dal risultato, mi piacerebbe trasmettere le emozioni provate durante questa avventura.

160 Km sono tanti e a me spaventava soprattutto la parte del percorso da attraversare di notte, però ho voluto provarci, incoraggiata anche da mio marito Walter che mi avrebbe fatto da assistente nei vari ristori lungo il percorso.

Partenza Tuscany Crossing 160 Km – Castiglione d’Orcia

La gara è partita alle 17:45 del 26 Aprile dalla Torre di Tentennano di Castiglione d’Orcia.

La partenza è stata emozionante:

il calore della gente che incoraggiava e tifava per noi pazzi, ti entrava nel cuore.

La prima parte del percorso si fa con scioltezza, sapevo che non c’erano tratti molto tecnici, ma questo non rendeva la gara meno difficile: anzi, le forze vanno dosate sempre dalla partenza.

È facile trovare chi spinge forte fin dall’inizio per poi mollare. Io preferisco mantenere un ritmo costante per non sprecare troppe energie.

C’erano 14 ristori lungo il percorso, di cui 2 basi vita (al 60° e 109° Km circa), dove potersi cambiare e fare una sosta più lunga.

Il mio obiettivo era superare il 24° km con la luce, perché da lì sarebbe iniziata una leggera discesa prima degli strappi in salita verso la base vita al 60° km (Castiglione d’Orcia).

Ci sono riuscita! E dopo aver passato Campiglia d’Orcia e Bagni San Filippo, arrivo di sera al terzo ristoro a Vivo d’Orcia.

Da qui la mia lampada frontale inizia a dare i primi segni di cedimento e la luce si affievolisce: pile nuove…lampada difettata!

Mantengo la calma, mi fermo e prendo la lampada di scorta, anche se non luminosissima, va meglio.

Nel frattempo, si avvicina un altro compagno di avventura, la cui lampada sembrava un faro in mezzo al mare.

Mi sento rincuorata e cerco di stargli vicino e così arriviamo, in religioso silenzio, al 4° ristoro, Borgheretto (37° km), dove trovo Walter: sono contenta di vederlo.

Borgheretto – 37° km

Parto subito e riprendo la corsetta con il mio compagno, angelo custode, dal faro immenso: Corrado.

Superato il 5° ristoro a Vignoni Alto (48° km), ci mancano poco più di 10 km per raggiungere la prima base vita, non prima di guadare il fiume per 2 volte e affrontare la rampa in salita verso Castiglione d’Orcia (60° km).

Alla base vita trovo Walter, che mi assiste nel cambio.

Base vita Castiglione d’Orcia – 60° km

Riparto, ormai mi sento più sicura.

Attraverso Bagno Vignoni, Pienza, San Quirico d’Orcia e , dopo la frescura notturna, le prime luci dell’alba illuminano un paesaggio fantastico.

L’aria inizia a scaldarsi e io mi sento leggera e felice.

Giungo al 9° ristoro, Torrenieri (96° km), dove trovo Walter sempre a darmi forza e coraggio.

Nel frattempo, ritrovo il mio angelo custode, Corrado, e insieme ci dirigiamo verso Montalcino, seconda base vita (109° km).

Base vita Montalcino – 109° km

Ormai la metà del percorso è stata fatta: mancano solo poco meno di 60 km!

Da qui in poi Corrado ed io siamo quasi sempre insieme lungo il percorso, alcune volte chiacchierando, altre volte in silenzio, lasciando andare i pensieri chissà dove.

Corrado era incredibile: senza nessun gps, riusciva a capire la distanza, si ricordava il percorso nei minimi dettagli e io mi fidavo più di lui che dei segnali lungo il tragitto.

Corrado, il mio angelo custode

Arriviamo a Campiglia d’Orcia, ultimo ristoro prima dell’arrivo, dove ritrovo un simpatico signore che all’andata si era premurato di fotografarmi e al ritorno era emozionato nel rivedermi nuovamente.

Da qui, dopo vari sali-scendi, giungiamo all’estrema, ultima, erta salita e finalmente il traguardo: accolti dal tifo e dal calore della gente.

Prima donna assoluta, ma soprattutto una grande emozione per aver concluso una gara stupenda.

Primo uomo Tuscany Crossing 160 km

All’arrivo ho quasi pianto per la felicità.

Ringrazio tanto Corrado, il mio angelo custode, senza di lui non sarei riuscita ad andare così veloce di notte e soprattutto ringrazio Walter, la cui assistenza e presenza sono state preziose lungo tutto il tragitto.

Un grande abbraccio virtuale alle altre 2 donne rimaste in gara, che hanno avuto la forza di concludere una gara dura: brave!

Bravi a tutti i “finisher” e all’organizzazione impeccabile.

Infine, un grazie ai tanti volontari che ci hanno assistito in questo sogno.